23 apr

8 COSE CHE SI IGNORANO DEL MES

In questi giorni, si parla tanto di MES, spesso in maniera totalmente errata; soprattutto da parte di chi non ha alcuna competenza in materia e si affida alla voce biblica che grida in piazzetta www.melohadettomiocugggino.it 

Proviamo, quindi, a vedere un po' più nel dettaglio cosa è questo MES o ESM (European Stability Mechanism) e se merita la fama negativa che lo circonda.

1. COS’È IL MES?

È un capitale comune sottoscritto da 19 Paesi dell’area EURO con la finalità di supportare gli stessi PAESI/SOCI che dovessero trovarsi in difficoltà nell’approvvigionarsi di risorse aggiuntive, attraverso il collocamento dei propri titoli di stato.

2. A QUANTO AMMONTA IL MES?

Il capitale sottoscritto dai 19 Paesi/Soci ammonta a € 709,40 miliardi ma, ad oggi, ne sono stati versati 80,5 miliardi

L’Italia detiene il 17,79% delle quote pari a € 14,33 MLD: spesso ce ne dimentichiamo, ma siamo un Paese importante di questa Europa; il terzo per importanza, dopo Germania e Francia.

3. Il MES PUÒ ESSERE IMPOSTO A UN PAESE?

Assolutamente no! 

Il MES si attiva tramite una specifica richiesta di un Paese/Socio. A tal proposito, poiché ho letto spessissimo frasi tipo “vogliono che l’Italia faccia la fine della Grecia!” è bene ricordare che l’Italia è uno dei Paesi che ha il diritto di veto; per cui, se la cosa non mi sta bene:

  1. Non la faccio;
  2. Metto il veto. 

Semplice!  

4. CHI HA FATTO RICHIESTA PRESTITO AL MES FINORA?

Ad oggi, la richiesta di finanziamento al MES è stata effettuata da 5 Paesi: Grecia, Cipro, Portogallo, Spagna e Irlanda e tutti gli Stati che l’hanno richiesta hanno ottenuto un tasso decisamente più basso di quello che avrebbero pagato se avessero chiesto soldi direttamente al mercato.

Perché i tassi sono più bassi? Semplicemente perché il rating del MES è di gran lunga migliore dei Paesi/Soci che ne hanno fatto richiesta e, soprattutto, è garantito proprio dal capitale sociale dei singoli Paesi/Soci.

Di seguito i tassi medi applicati ai singoli Paesi richiedenti:

5. QUALI RISULTATI HA OTTENUTO CHI SI È RIVOLTO AL MES?

Quando si parla di MES, sembrerebbe che l’unica esperienza esistente sia quella della Grecia, che oggettivamente sta continuando a soffrire.

Tuttavia, a fronte di questa esperienza negativa, bisogna ricordare che gli altri Paesi richiedenti hanno avuto benefici consistenti dall’utilizzo di questo strumento. 

Di seguito, ve ne riporto alcuni e li confronto con i risultati ottenuti dall’Italia (che non lo ha mai richiesto) nello stesso periodo (2011 – 2018): 

a. DEBITO PUBBLICO / PIL

 

bTASSO DI DISOCCUPAZIONE

      

 

c. ANDAMENTO PIL

 

6. LE CONDIZIONALITÀ 

Ci sono due tipologie di Linee di prestito:

  • Precauzionalea cui possono accedere quei Paesi che rispettano il parametro DEBITO / PIL inferiore al 60%;
  • Rafforzataper tutti quei Paesi che non hanno i conti in ordine e, quindi, al di sopra del 60% previsto dal Trattato europeo.

Perché viene definita Rafforzata? 

Perché, per essere concessa, il MES verifica che il Debito pubblico sia sostenibile; in caso affermativo, il Paese a cui viene concesso il prestito sottoscrive una sorta di memorandum nel quale vengono fissate le iniziative da perseguire a cui il prestito è finalizzato.

D’altra parte, se ci pensate bene, la stessa cosa avviene per un normale finanziamento bancario: se l’impresa ha un rating elevato, il tasso sarà migliore e le garanzie richieste irrisorie; in caso di rating scarso, le verrà messo a disposizione tutt’altra tipologia di finanziamento con garanzie da prestare e parametri da rispettare.

Chi presta denaro vuole la garanzia che i soldi prestati tornino semplicemente indietro.

Il MES non fa eccezione!

Giusto per ricordare un aspetto venale: i prestiti concessi dal MES, lo scorso anno hanno prodotto € 285 mln di utili; all’Italia, con il suo 17% di quota capitale, sono tornati indietro 48 milioni. 

 

8. QUANTO COSTEREBBE ALL’ITALIA EMETTERE NUOVO DEBITO ?

In questo momento, l’Italia pagherebbe il 3,00% per un indebitamento a 30 anni; quindi, volendo fare un rapidissimo confronto, se chiedessimo l’attivazione del MES, il nostro Paese riceverebbe un prestito di € 36 MILIARDI ad una tasso di circa lo 0,45%, con un costo annuo pari a € 162 milioni  (con "condizionalità" quasi inesistenti).

Sul mercato regolamentato, invece, il costo sarebbe pari a € 1,08 MILIARDI  annui…

Inoltre, trattandosi di prestito finalizzato per finalità sanitarie, non rientrerebbe neppure nella quota di Debito pubblico su cui si calcola la sostenibilità.


Ma davvero il MES è uno spauracchio di cui avere così tanto terrore?

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