26 gen

SE NON CAPISCI UN INVESTIMENTO VUOL DIRE CHE NON FUNZIONA

Quante volte, nei discorsi tra amici, hai sentito dire: “Ah guarda, di finanza non ci capisco nulla”?

Molto spesso, dietro questa frase, si nasconde un certa avversione a voler veramente capire, come avviene, ad esempio, con la matematica; il più delle volte questa idiosincrasia verso la finanza (e gli investimenti) è causata dagli operatori di settore che si ostinano ad utilizzare un linguaggio per addetti ai lavori o per dare sfoggio del loro grande sapere, in stile Marchese del Grillo, o per nascondere qualche…magagna.

Basterebbe prestare attenzione alle seguenti, semplici considerazioni di buon senso (liberamente tratte da una famosa conferenza di Peter Lynch, uno dei più grandi gestori di tutti i tempi) per avere un rapporto più naturale e meno schizofrenico con i propri risparmi ed i propri investimenti finanziari. 

Se non capisci un investimento vuol dire che non funziona. 

Questo è un singolo, grande principio; dovrebbe essere un dogma, considerando il modo in cui le persone si prendono cura dei loro risparmi.

Infatti, ciascuno di noi, prima di compare un frigorifero, una lavatrice o una tv fa ricerche, guarda a quale classe energetica appartiene; parimenti quando compriamo un’auto: cerchiamo di capire quanti km fa con un litro, quali optional possiede di base e quali vanno comprati, il livello di sicurezza, ecc.

La stessa cosa vale per gli appartamenti o per le vacanze: compriamo guide turistiche, confrontiamo i prezzi, leggiamo recensioni. 

Ci informiamo, facciamo ricerche ed è del tutto naturale che ciò avvenga. 

Eppure, ci sono persone che appena sentono discorsi sull’autobus, allo stadio o durante un aperitivo su alcune azioni, vi butterebbero all’istante metà dei loro risparmi collegandosi alla loro Home Banking e, una volta perduti, si chiederebbero il perché e darebbero la colpa alle istituzioni facendogli causa.

E’ assurdo! 

 Non si erano informati, non avevano fatto ricerche, non avevano chiesto quale fosse il rendimento atteso e quale la perdita massima; avevano semplicemente comprato un pezzo di stoffa senza pensare all’intero abito: questo è quello che normalmente succede. 

Le persone fanno terribili investimenti, autoconvincendosi di non avere scelta e sostenendo che il mercato funziona così.

E, invece, non è per nulla così: esistono delle regole e, soprattutto, bisogna avere un metodo e degli obiettivi da raggiungere. 

LE AZIONI NON SONO BIGLIETTI DELLA LOTTERIA. 

Se le azioni (e le obbligazioni) salgono o scendono c’è sempre un motivo.

Dietro ogni azione c’è una compagine societaria, con il suo prodotto, il suo mercato di riferimento, i suoi concorrenti, il suo business; se una compagnia va bene, le azioni faranno altrettanto, non è complicato da capire.

Gli investitori, invece, troppo spesso si fanno prendere la mano, cercando di predire il mercato azionario; sprecando il loro tempo e… i loro soldi.

Così come non è sufficiente comprare un bisturi per ritenersi un grande chirurgo, allo stesso modo non è sufficiente avere a disposizione una piattaforma di trading con la quale comprare titoli, etf o criptovalute per sentirsi un grande investitore    

“Nessuno può prevedere il mercato azionario!

Si può provare a predire il tasso d’interesse; se uno prevedesse bene i tassi d’interesse per tre volte di fila sarebbe un miliardario.

E non ci sono tanti miliardari sul pianeta...” (Peter Lynch)

 

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