17 ott

Rimanere fermi costa.

In fasi come queste, molti risparmiatori sono letteralmente terrorizzati dal prendere qualsiasi decisione in termini di investimenti e continuano, consapevolmente o inconsapevolmente,a lasciar dormire sui conti correnti circa 1.900 miliardi di euro (MILLENOVECENTOMILIARDI!).

Eppure, basterebbe un solo dato per capire quali sono i danni provocati dall’inflazione all’8%: un capitale di € 100.000,00 vedrebbe eroso il suo potere d’acquisto di € 8.000,00 dopo un solo anno oppure, se preferisci di € 665,00 al mese; in pratica, il pagamento di un mutuo ma senza… avere la casa!

Un’altra anomalia che sto riscontrando in questi giorni è legata a quello che, nell’immaginario italico, è sempre stato considerato uno degli investimenti più sicuri e redditizi di sempre: il BTP.

Ebbene, anche questa atavica uscita di sicurezza è stata messa in discussione, soprattutto a causa dell’analfabetismo finanziario imperante in Italia; infatti, da inizio anno si sta verificando la più grave perdita della storia sui titoli obbligazionari di tutto il mondo e quelli italiani non fanno eccezione.

Anzi, a causa dell’elevato debito pubblico il ribasso è stato anche più consistente.

Bene, fino a ieri nessuno si poneva problemi a comprarli con rendimenti allo “zerovirgola” e scadenze bibliche; oggi mi chiedono: “Ma sono sicuri?”

Certamente sì, se non fallisce la Repubblica italiana!

L’analfabetismo finanziario consiste proprio nel non conoscere, ad esempio, il funzionamento del BTP che presenta due facce: una è quella del rendimento, l’altra il prezzo; infatti, guardando l’andamento del BTP con scadenza agosto 2026, si nota che il rendimento è salito del 776% da inizio anno, passando da 0,38% a 3,33%, mentre il prezzo è sceso di quasi 11 punti percentuali.

Cosa significa questo? Che se oggi investo la mia liquidità in questo stesso BTP, a scadenza mi sarà accreditato sul mio conto corrente un rendimento complessivo del 12,6% o, se preferisci, del 3,33% netto annuo; niente male se si pensa che fino a pochi mesi fa, per ottenere lo stesso rendimento, dovevo impiegare circa 12 anni…

A ulteriore titolo di esempio, riporto i dati del BTP con scadenza 2072 (uno dei cosiddetti “BTP Matusalemme”); ebbene, il 14 aprile 2021 fu emesso per complessivi 5 miliardi di euro al tasso del 2,15% e prezzo pari a 99,467, ma le richieste di sottoscrizione furono di oltre 60 miliardi (12 volte superiori!!!), soprattutto da parte di investitori istituzionali esteri (inserire un rendimento di quel livello nei fondi pensione a prestazione garantita era quasi una manna); in questo momento quel BTP presenta un rendimento del 4,88%, superiore del 126% rispetto a quello iniziale, ma un prezzo che è sceso di oltre il 42% da inizio anno.

Credi che gli investitori istituzionali staranno lontani da questa emissione o approfitteranno a mani base di questi saldi pazzeschi?

“Eeeeh, ma ci voglio ridurre come la Grecia!”

No, è assolutamente impossibile che ciò accada, perché se è vero che abbiamo un debito pubblico di circa € 2.700 miliardi è altrettanto vero che, nel mondo, siamo secondi solo al Giappone in termini di risparmi potendo contare su quasi € 5.000 miliardi tra conti correnti, libretti di risparmio, polizze titoli ed investimenti finanziari ed oltre € 6.000 in beni immobili.

Perciò, no: non faremo mai la fine della Grecia!

Piuttosto, dovremmo imparare a sfruttare i saldi sui mercati finanziari così come facciamo per quelli di tutte le altre attività merceologiche, senza dimenticare mai i capisaldi della pianificazione finanziaria: Obiettivo da raggiungere, Rischio da calcolare e Tempo a disposizione.

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