3 nov

VITA DA SINGLE O IN COPPIA?

Gli ultimi quattro decenni hanno modificato totalmente la composizione dei nuclei familiari, lo stile di vita ed i conseguenti problemi demografici che ne fanno da corollario.

Se negli anni ’80, in Italia, i single rappresentavano solo il 9% dei nuclei familiari e le coppie con figli ben il 60%, oggi la prima categoria ha già superato la seconda: 33% contro il 31% e nelle grandi città il divario è ancora più marcato.

A Milano, ad esempio, su 700.000 nuclei familiari ben il 47,3% è rappresentato da single (dati Istat 2022).

Spesso, ciò che viene visto come un racconto benevolo o semplici luoghi comuni verso la vita di coppia, come “quando si è in due i problemi si risolvono meglio e con meno fatica” oppure “avere una spalla su cui appoggiarsi è un dono della vita che non va sprecato” e così via, sembrerebbe, invece, trovare fondamento scientifico in una ricerca che JPMorgan mette maggiormente in risalto per ciò che riguarda gli studi demografici.

Infatti, questi studi mostrano chiaramente che chi vive in coppia ha la possibilità di arrivare a 80 o 90 anni con probabilità enormemente maggiori di chi vive da solo; praticamente, la probabilità che almeno uno dei due arrivi a 90 anni è più del doppio rispetto al maschio single e più del 50% rispetto alla donna sola.

Insomma, al di là di qualche rinuncia alla libertà (o libertinismo) totale e a qualche inevitabile battibecco, sembrerebbe che vivere insieme ad un'altra persona allunghi la vita; se poi ci scappasse anche qualche pargolo, male di sicuro non farebbe.

Forse, ci si potrebbe ritrovare con tasche un po’ più vuote; ma il mondo che ci circonda sarebbe decisamente più festoso.

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