13 mag

Bce, porta aperta al taglio a giugno, senza impegni fissi: cosa fare

in collaborazione con We Wealth

 

L’11 aprile scorso per la prima volta, la Banca centrale europea ha inserito un riferimento al taglio dei tassi nel suo comunicato, pur confermando al termine di quella riunione che, per il momento, la politica monetaria resta invariata.

Le dichiarazioni ufficiali della Bce

“Se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria”, si legge nel comunicato dell’Eurotower.

 

A questa attesa apertura hanno fatto da contraltare le dichiarazioni rese dalla presidente, Christine Lagarde, che per due volte ha ribadito che il Consiglio direttivo non sta “prendendo impegni anticipati sul percorso dei tassi”. Nonostante l’approccio della Bce resti “dipendente dai dati”, il mercato ha ottenuto la conferma attesa sul fatto che la porta per la sforbiciata a giugno è stata aperta. “In ogni caso, per determinare livello e durata adeguati della restrizione, il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione”, si legge sul comunicato ufficiale.

 

Lagarde ha confermato che entro la prossima riunione di giugno il Consiglio avrà a disposizione più dati macroeconomici per prendere le sue decisioni. Per il momento, ha affermato la presidente, un numero limitato di componenti del Consiglio, ha raggiunto una fiducia sul fatto che i segnali di raffreddamento dell’inflazione siano già sufficienti. Fra le informazioni che saranno prese in considerazione rientrerà l’andamento delle retribuzioni, il cui aumento oltre le attese rappresenterebbe un rischio al rialzo per l’inflazione, ossia aumenterebbe le possibilità che i prezzi corrano oltre attese – così come quelle di un rinvio del taglio ai tassi.

 

Alcune domande dei cronisti si sono concentrate sul dato superiore alle attese per l’inflazione statunitense a marzo, che aveva allontanato drasticamente le possibilità di un primo taglio dei tassi a giugno da parte della Federal Reserve. Un mancato taglio dei tassi Fed a giugno, in presenza di un allentamento della Bce farebbe indebolire il cambio dell’euro sul dollaro, contribuendo all’inflazione “importata” (i prodotti acquistati in dollari diventerebbero più cari). Questo fenomeno, indirettamente, potrebbe essere incluso nelle considerazioni della Bce – anche se Lagarde non ha commentato direttamente quello che la Fed potrebbe decidere e le possibili conseguenze sulle scelte dell’Eurotower.

 

“Siamo propensi a sovrappesare i tassi europei rispetto ad altri mercati, in quanto sia la crescita che l’inflazione favoriscono una riduzione delle politiche monetarie restrittive”, aveva affermato Gurpreet Garewal, Macro Strategist, Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management, “tuttavia, come dimostra la storia degli Stati Uniti, la traiettoria dei tassi di interesse dipende dai dati e richiede un approccio dinamico alle esposizioni alla duration.

 

Considerando le attese della vigilia, le dichiarazioni della Bce hanno offerto il segnale che gli investitori si aspettavano: un avvicinamento verso il primo taglio ai tassi. Intanto il cambiamento nel linguaggio dell’Eurotower è stato quello previsto.

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